04 dicembre 2019

David Chipperfield è il nuovo guest editor di Domus per il 2020

Dopo Michele de Lucchi e Winy Maas, l'architetto inglese è il terzo protagonista del progetto 10x10x10

David Chipperfield è il nuovo Guest Editor di Domus. Sarà lui il terzo protagonista del progetto editoriale 10x10x10 che vede avvicendarsi al timone di Domus 10 architetti di fama internazionale per 10 numeri ciascuno e un totale di 10 anni che accompagneranno la rivista al centesimo anno di vita. 

Dopo il grande debutto, nel 2018, dell’architetto e designer italiano Michele De Lucchi e l’arrivo dell’architetto e urbanista olandese Winy Maas per il 2019, il viaggio di Domus nel 2020 prosegue con un nuovo passaggio di testimone internazionale.  Britannico di nascita ma cosmopolita per vocazione, David Chipperfield (classe 1953, Londra) è riconosciuto in tutto il mondo come una delle figure più eminenti dell’architettura contemporanea. Il suo studio - David Chipperfield Architects – fondato a Londra nel 1985, ha oggi sedi principali anche a Berlino, Milano e Shanghai. 

Siamo onorati di ospitare David Chipperfield e condividere con lui un intero anno del suo percorso e della vita della nostra Domus. Quello che abbiamo intrapreso è un viaggio lungo e impegnativo ma soprattutto una sfida ambiziosa, complessa e a nostro parere assolutamente inevitabile” spiega Maria Giovanna Mazzocchi, Presidente di Editoriale Domus “Per affrontare i profondi cambiamenti in corso c’è bisogno di visione e prospettiva. Anno dopo anno Domus si sta impegnando a offrire al pubblico una visione unica, diversa e originale. L’arrivo di David Chipperfield conferma la capacità della rivista di rinnovarsi e mantenere le promesse attraendo, oggi come ieri, i massimi protagonisti dell’architettura e del design internazionale”.

Un concetto, quello della necessità di visione, che è esattamente al centro del manifesto d’intenti che David Chipperfield ha realizzato per Domus 2020 e che viene allegato alla monografia a lui dedicata, in uscita con il numero di dicembre. 

Dobbiamo proporre scenari in cui le esigenze della comunità siano meglio rappresentate, e la qualità della vita sia considerata un diritto. Le soluzioni non possono arrivare da un singolo progetto: i percorsi più significativi vengono definiti più a monte, molto prima del punto in cui assolviamo ai nostri singoli compiti” dichiara l’Architetto nel manifesto “È solo agendo collettivamente che troveremo la nostra voce e la sapremo far valere nelle sedi in cui si prendono le decisioni cruciali. La brutale energia degli investimenti e della crescita può essere contrastata solo tramite una visione: questo è ciò che dobbiamo offrire.” 

La volontà espressa dal nuovo guest editor di Domus rappresenta al tempo stesso un sentito invito, rivolto a tutti gli addetti ai lavori, per una nuova presa di coscienza professionale: “Architetti, designer e urbanisti: come dovremmo reagire alle grandi sfide poste dalla crisi climatica e dalla crescente disuguaglianza economica e sociale? Spesso sosteniamo che la responsabilità è nelle mani di chi controlla il quadro finanziario e politico dove operiamo, ma è ora di smettere di accettare il paradosso di una posizione che mescola resistenza e complicità, sviluppando teorie per illustrare il nostro disagio. Oltre a fissare obiettivi per il consumo energetico, a sviluppare tecnologie sempre più intelligenti e materiali sostenibili, dobbiamo anche ridiscutere i presupposti dai quali le nostre posizioni professionali sono diventate dipendenti. Non siamo esperti di scienze ambientali né sociologi, tuttavia sappiamo che le nostre professioni hanno conseguenze sociali e ambientali, e sappiamo anche che possono contribuire a trovare delle soluzioni”. 

Il sociale e l’ambiente sono due aspetti che tornano con costanza nel pensiero di Chipperfield che, intervistato da Walter Mariotti pone proprio la disuguaglianza sociale, la sostenibilità ambientale e il valore da restituire alla comunità su un ipotetico podio dedicato alle grandi sfide del momento.

Tre sfide che verranno esplorate con Domus 2020 nella convinzione che “oggi è impossibile parlare di architettura senza toccare questi temi. Negli anni Ottanta, durante le nostre conversazioni sull'urbanistica parlavamo di edilizia popolare come concetto inclusivo. Credevamo che tutti avrebbero avuto un posto permanente nella città così come la concepivamo. Negli ultimi quarant’anni, per certi versi, siamo diventati vittime della situazione. Stiamo cercando di sfruttare al meglio le circostanze, il che è molto diverso dalla posizione degli architetti negli anni Sessanta e Settanta. Ora, se non possiamo immaginare di risolvere questi problemi, non possiamo almeno provarci? Perché nessun altro li risolverà”. 

La necessità del fare e l’opportunità del cambiare: un duplice binario che verrà percorso mantenendo fede a quei principi di impareggiabile autorevolezza e assoluta bellezza estetica che per David Chipperfield rendono l’Italia, da sempre e per sempre, la “patria della cultura architettonica”.

Dieci numeri d’autore e da collezione a partire dalle copertine firmate dall’artista e fotografo tedesco Thomas Demand che svilupperà un progetto modulare. A immortalare il progetto architettonico al centro di ogni numero sarà Iwan Baan, autore dei principali reportage urbani degli ultimi anni mentre Jasper Morrison, uno dei progettisti più apprezzati dalla scena mondiale, si dedicherà alla sezione design. 

A coordinare il nuovo guest editor sarà come sempre Walter Mariotti, direttore editoriale dell’intero sistema Domus e responsabile della continuità del progetto 10x10x10: “Con l’arrivo di David Chipperfield il Sistema Domus dimostra la capacità di rivendicare a livello globale un ruolo centrale all’architettura e al design della nostra epoca e si propone come interfaccia di analisi e critica della realtà e delle sue incongruenze che dalla geopolitica alla finanza si riflettono in tutti gli aspetti della vita associata. Distribuendo contenuti e significati sempre più evoluti - attraverso il magazine, gli eventi e i servizi digital - si propone come bastione di avanguardia e di sfida sia alla criticità del mercato dei media sia al cinismo di un certo ambiente progettuale, che continua a pensarsi sganciato dalla realtà”.

Il primo numero di Domus 2020 a firma David Chipperfield sarà disponibile a inizio gennaio nelle edicole, nelle migliori librerie specializzate e book shop museali in Italia e all’estero. 

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