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24 Ottobre 2017

Autostrade: rincari 2008-2017 e classifica di attuazione investimenti previsti.

Inchiesta su Quattroruote di novembre

Su certi tratti autostradali italiani, come l’A4 Torino-Milano, in dieci anni i pedaggi sono aumentati anche dell’84,5%, mentre altre nove società di gestione hanno beneficiato d’incrementi compresi tra il 27,4 e il 56,6%.

A tornare sul tema caldo delle autostrade è Quattroruote che nel numero di novembre pubblica la classifica dei rincari, elaborata sulla base dei dati del rapporto annuale della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

A godere degli aumenti più significativi nel periodo 2008-2017, spiega il mensile diretto da Gian Luca Pellegrini, sono state due società del Gruppo Gavio, la Satap A4, che gestisce la Torino-Milano (+84,48% tra Novara Est e Milano; +82,91%, tra Torino e Novara Est), e la Satap A21 (+ 56,6% sulla Torino-Piacenza); pesanti, tuttavia, anche gli aumenti concessi alla Società Autostrade Valdostane (+53%) e al Raccordo Autostradale Valle d’Aosta (+51,6%). In generale, sono soprattutto le società del Nord-Ovest ad aver beneficiato dei ritocchi più corposi.

All’estremo opposto degli incrementi troviamo, invece, Autostrade Meridionali, che ha in carico l’A3 Napoli-Salerno e ha ottenuti aumenti solo per lo 0,07%. Quattroruote spiega come la complessa formula con la quale vengono definiti gli incrementi tariffari, autorizzati ogni anno alla fine di dicembre dal Ministero delle Infrastrutture, prevede anche un parametro legato al rapporto tra gli investimenti preventivati per le nuove opere e gli ampliamenti della rete nel piano economico finanziario di ognuna delle società di gestione e quelli realmente effettuati. Il mensile ha analizzato anche questi dati, stilando la classifica in base alla percentuale di attuazione degli investimenti previsti (v. tabella nel comunicato stampa allegato). Fanalino di coda della graduatoria risultano le società Autostrada Tirrenica (12,5% degli oltre 2 miliardi d’investimenti previsti, essendosi trovata nell’impossibilità, per problemi legati all’iter d’approvazione, di procedere nel completamento dell’A12 Livorno-Civitavecchia), Autocamionale della Cisa (31,5%) e Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova (44,2%).

Il paradosso è che diverse delle società che hanno goduto degli aumenti dei pedaggi più significativi ricorrono anche tra quelle che risultano avere effettuato minori investimenti rispetto a quanto previsto nei piani finanziari.

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