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25 Settembre 2017

Da car sharing a Crack sharing

Nel 2016 i 5 principali gestori italiani hanno perso 27 milioni di euro: 4.700 per ogni veicolo condiviso circolante nelle nostre citta` Anticipazione da Quattroruote ottobre

In Italia, il car sharing non e` certo un affare: anzi, per le quattro principali societa` di gestione delle auto condivise e`, in base ai bilanci del 2016, fonte di perdite considerevoli. A rivelarlo e` Quattroruote con l’inchiesta dedicata al business della mobilita` condivisa pubblicata nel nuovo fascicolo, nelle edicole da mercoledi` 27 settembre.

Nonostante l’attivita` sia considerata uno dei simboli dei nuovi sistemi di mobilita` e della sharing economy, il quadro del car sharing non e` per nulla roseo, quanto meno dal punto di vista economico-finanziario: sommando i dati di bilancio delle societa` affacciatesi di recente nel settore - ovvero la premium Drive Now di BMW e Sixt e la Share’ngo della italo cinese CS Group - con quelli dei pioneri Car2go (gruppo Daimler) ed Enjoy (gruppo Eni), le perdite complessive registrate nel 2016 sono state pari a 27 milioni di euro, a fronte di un giro d’affari di poco superiore a 48. Un “rosso” importante, pari a piu` della meta` del valore della produzione, che risulta ancora piu` evidente analizzando le singole flotte. In media, infatti, per ogni auto del car sharing in circolazione, spiega Quattroruote, la perdita ha superato i 4.700 euro.

I motivi di tale difficolta` economica stanno negli investimenti rilevanti, che si accompagnano a costi di gestione non indifferenti. Oltre alla manutenzione e alla riparazione delle vetture, infatti, a incidere pesantemente sui bilanci sono i costi dei canoni versati ai Comuni per compensare gli ingressi nelle Ztl e la sosta nelle strisce blu, entrambi gratuiti: 1.100 euro a veicolo e` la cifra annua prevista dal bando 2013 di Milano, salita a 1.200 euro nel 2016. Lo stesso importo e` previsto a Roma, mentre Firenze si accontenta della meta` (600 euro) e Torino ha optato per una parte variabile, soggetta a offerta economica con base di 250 euro l’anno, e una fissa di 300 euro.

Il car sharing, pertanto, sembra tradursi in un bagno di sangue finanziario per gli operatori e una fonte di ricavi per i Comuni, che non brillano per trasparenza: alla richiesta di dati, infatti, solo Roma e Firenze hanno risposto al mensile, comunicando gli incassi del 2016, risultati pari a 900 mila euro per la capitale e a poco piu` di 200 mila per la citta` toscana. Considerando le sole flotte di Enjoy e Car2go (pari rispettivamente a 900 e 800 auto), Quattroruote stima che Milano abbia comunque incassato almeno 1,9 milioni di euro.

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