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26 Settembre 2016

Ecco come le targhe bulgare sfuggono a fisco e multe

Su quattroruote di ottobre

Immatricolate all’estero e circolanti sulle strade italiane: Quattroruote torna a denunciare il fenomeno delle auto con targa straniera, mettendo in luce come sia sempre più diffuso e come a guidare tali vetture siano spesso cittadini italiani. In particolare - spiega Quattroruote nel nuovo numero in edicola domani e con una breve anticipazione ora online http://bit.ly/2d33HRX - si tratta soprattutto di vetture targate nei Paesi dell’Europa dell’Est, Bulgaria in prima linea.

I motivi sono facilmente immaginabili: un’auto con targa bulgara non paga le tasse (salate) previste nel nostro Paese, né i premi assicurativi da noi particolarmente elevati né, quasi sempre, le eventuali multe per le infrazioni commesse dal conducente, se non vengono contestate immediatamente.

Quattroruote spiega come si possa eludere la normativa, che consentirebbe ai residenti in Italia di circolare al massimo per un anno dall’ingresso nei confini nazionali con un veicolo dotato di targa straniera prima di provvedere alla reimmatricolazione nel nostro Paese: per esempio, aprendo società “dormienti” (cioè di fatto inattive) a Sofia o Bucarest o intestando la vettura a società straniere che ne curano solo la “gestione”, rinunciando ai diritti di proprietà. Talvolta, inoltre, la compravendita di vecchi esemplari circolanti in Italia con targa estera non viene neppure registrata al Pra: il passaggio di proprietà viene “formalizzato” tra venditore e acquirente con un semplice “contratto” che, in realtà, non avrebbe valore legale.

Quattroruote sottolinea anche come le norme di contrasto a questo fenomeno, inserite nelle modifiche al Codice della strada, siano inspiegabilmente arenate alla Camera dei deputati da quasi un anno.

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