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26 Febbraio 2016

Quale futuro per Cortina? Sport, città, natura: lo stato dei lavori e le previsioni

IL REPORTAGE DI MERIDIANI MONTAGNE NELLA NUOVA MONOGRAFIA DEDICATA ALLE DOLOMITI AMPEZZANE

Le Cinque Torri e il Monte Averau conquistano la copertina del nuovo “Meridiani Montagne” dedicato alle Dolomiti Ampezzane. La monografia fa il punto sulle grandi scelte che incombono sulla conca ampezzana. E su Cortina in primis. In un reportage ad hoc si raccolgono le testimonianze di chi, quotidianamente, sta vivendo questa fase di passaggio e il conseguente conflitto socio-culturale, politico, economico.

“Speriamo che questi Mondiali siano per Cortina davvero la svolta che auspichiamo. Ma c’è da rimboccarsi le maniche, tutti quanti, mettendo da parte le divisioni” così Kristian Ghedina, intervistato da “Meridiani Montagne”, spiega come sia indispensabile cambiare prospettiva: “Dobbiamo rinnovare alcuni impianti, sistemare le piste, attrezzare le tribune, risolvere i problemi logistici per portare ventimila persone fin su al traguardo di Pié Tofana e a Col Druscié. Non credo che per fare tutto basteranno 50 milioni di euro, che devono arrivare in parte dalla Fis. Ognuno dovrà fare la propria parte. Cortina ha vissuto molto di rendita, dagli anni Cinquanta a oggi. Ci sono albergatori che non hanno mai rinnovato niente, tanto i turisti arrivavano lo stesso. Però le cose ora sono un po’ cambiate”.

Un quadro molto realistico è quello delineato dal campione: gli impianti costruiti al tempo delle Olimpiadi invernali del 1956 oggi versano in uno stato di semiabbandono. Il grande trampolino di salto si erge a tempio abbandonato, la pista da bob è chiusa da due anni: “Rifarla costerebbe dieci milioni. Come possiamo investire una somma tale per ripristinare un impianto in perdita che ogni anno costa 400mila euro, per uno sport che avrà sì e no cento tesserati in tutta Italia?” si domanda il sindaco Andrea Franceschi che, da figlio d’albergatore, commenta anche la chiusura sempre più frequente dei grandi alberghi del centro: “il problema è che i proprietari degli alberghi vorrebbero farci appartamenti? o seconde case di cui Cortina non ha proprio bisogno. Così piuttosto che investire e rimboccarsi le maniche preferiscono lasciarli chiusi. So bene ?che non è facile far funzionare un albergo. Se non investi, se non dai servizi, i clienti non arrivano più. Non è come una volta”.

Un sistema di infrastrutture che necessita di grandi interventi e quindi di importanti finanziamenti per tornare a essere concorrenziale e, soprattutto, in grado di soddisfare le aspettative “mondiali” così come promesso. Per “Meridiani Montagne” Cortina è di fronte ad un bivio: evolversi in una località più attenta all’ambiente e più consapevole del patrimonio naturalistico delle Dolomiti Ampezzane oppure rilanciarsi come polo del lusso.

I progetti sono numerosi: si parla di una tangenziale per togliere il traffico dal centro, di una ferrovia da ricostruire per collegare nuovamente il Cadore e la Pusteria, di un aeroporto da ripristinare (è stato chiuso negli anni settanta), di un nuovo impianto per collegare la Tofana con la Val Badia, di nuovi parcheggi, nuovi alberghi e di un nuovo piano di sviluppo rurale per recuperare i pascoli e rinfocolare lo spirito agricolo delle antiche Regole d’Ampezzo.

A “Meridiani Montagne”, il primo cittadino spiega l’avanzamento dei lavori: “stiamo realizzando i primi due parcheggi interrati, uno in largo delle Poste e l’altro sul lungo Boite, che saranno collegati con un ascensore. In completamento il campo di golf, con un modello ad azionariato diffuso per realizzare le nove buche mancanti. Ci occuperemo della nuova piscina comunale (al posto di quella vecchia sorgerà un albergo di lusso con spa) e della riqualificazione della zona della stazione.? E poi c’è il nuovo collegamento tra?il comprensorio della Tofana e le Cinque Torri, per il quale abbiamo ottenuto 15 milioni da fondi pubblici. Per collegare il centro alle piste della Tofana escludiamo un nuovo impianto a fune, troppo difficile da realizzare in zona abitata. Dobbiamo allargare la strada e portare la fibra ottica lassù, come richiesto dalla Fis».

Per Gherardo Manaigo, presidente? dell’Associazione albergatori ampezzani sarà possibile arrivare a Cortina anche in aereo: “alla fine dell’anno vedremo decollare i primi aerei. L’aeroporto sarà l’unica infrastruttura pronta per i Mondiali e non costerà un centesimo allo Stato perché il costo di realizzo sarà a carico di privati. L’Enac ha già dato il via libera: potranno decollare piccoli jet e turboelica fino a 40 posti. In tre o quattro anni avremo un aeroporto internazionale di terzo livello, con dogana, torre di controllo, negozi e ristoranti. Secondo le nostre previsioni arriverebbero 25mila persone in 180 giorni di apertura all’anno, con un massimo di sei voli al giorno. Prevediamo 42 milioni di incassi, più nove dalla ristorazione e 12 dallo shopping».

Un mosaico apparentemente completo a cui però mancano alcuni tasselli fondamentali: una delibera comunale, una disponibilità economica resa nota e soprattutto il benestare delle Regole Ampezzane, uno degli esempi più rappresentativi di proprietà collettiva in Italia, istituzioni virtuose che risalgono al Medioevo e che hanno preservato il territorio dalla speculazione. Le Regole, ricorda “Meridiani Montagne”, sono tuttora proprietarie della quasi totalità dei terreni extraurbani della conca: una proprietà collettiva delle famiglie ampezzane, che per statuto ha la tutela del territorio.

Una tutela che ha permesso all’intera valle di crescere così bella, senza brutture architettoniche né cemento in eccesso. “Pochi altri posti sulle Alpi sprigionano una tale bellezza ambientale, tutelata da secoli di sapiente gestione. E secondo noi sarà proprio questa la chiave per dare un senso alla nuova Perla delle Dolomiti. Perché il suo pregio, quello vero, è dato dall’integrità delle sue montagne” spiega, in chiusura di editoriale, il Direttore Marco Albino Ferrari.

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