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25 Febbraio 2010

INCHIESTA QUATTRORUOTE: LA CHIUSURA DEI CONCESSIONARI

INTERVISTA ESCLUSIVA A FIORENZO MAGNI "IL MONDO DELL'AUTO E' ENTRATO IN UN VORTICE PERVERSO"

"Il mestiere di concessionario, perlomeno come lo intendiamo oggi, è destinato a morire": così Fiorenzo Magni, classe 1920, tre volte vincitore del Giro d'Italia e decano dei commercianti d'auto, nell'intervista esclusiva al mensile Quattroruote, di Editoriale Domus, in edicola oggi con il numero di marzo. Magni non ha dubbi e spiega perché a quasi sessant'anni di attività – il primo salone risale al 1952 - ha deciso di chiudere la propria concessionaria Opel di Monza: "Quando ho iniziato - all'epoca vendevo le Lancia - il mio margine per ogni auto venduta era del 10-12%; oggi si è arrivati all'1%. Chi può resistere guadagnando così poco?".

Dito puntato verso le Case automobilistiche: "Questo è un business in pura perdita, ormai. Il mondo dell'auto è entrato in un vortice perverso. E la colpa è di chi produce troppe auto, girando poi sui concessionari la propria incapacità di pianificare un business sano". Allo stesso tempo, il nome mitico del ciclismo grande rivale di Coppi e Bartali accusa chi obbliga i concessionari a tenere in salone macchine invendibili: "Quando ho deciso di chiudere - nel giugno del 2009 - avevo in casa 150 auto, neppure una scelta da noi. Perché è la Casa che decide che cosa devi avere in pronta consegna. Se non riesci a venderle, bisogna pagarci gli interessi". Fiorenzo Magni è un po' il simbolo della crisi dell'intero settore: in tutt'Italia sono proprio i nomi che in loco hanno fatto la storia dell'automobile a chiudere i battenti. E la crisi sembra destinata ad appesantirsi con lo stop agli incentivi. "Ma neppure chiudere è facile come sembra", continua Magni, "perché la maggior parte dei concessionari è in mano alle banche: nel 2009 molti miei colleghi hanno chiuso, ma il peggio deve ancora venire, perché questo meccanismo devastante non si ferma".

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