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10 Febbraio 2010

IL MENSILE DUERUOTE SUGLI INCENTIVI 2010

DUERUOTE SOLLEVA IL CALDO TEMA DEGLI INCENTIVI 2010 E AVVERTE DEL GRAVE RISCHIO DETTATO DALL'INCERTEZZA ATTRAVERSO LA VOCE DEL DIRETTORE LUIGI BIANCHI

Luigi Bianchi, direttore del mensile DueRuote dell'Editoriale Domus ha commentato il tema degli incentivi 2010 sul suo blog all'interno del sito motonline.com della testata giornalistica: "La notizia di oggi è che il Governo non sembra orientato a rinnovare gli incentivi per le auto, un po' - sembra - per le note diatribe con Fiat riguardo alla sorte dello stabilimento di Termini Imerese - un po' sulla falsariga di quanto sta accadendo in altri paesi europei che li stanno riducendo o abolendo del tutto. Le risorse destinate a questi incentivi andranno ad altri settori in difficoltà, dal tessile agli elettrodomestici e, per ora, non si sa che cosa accadrà a quelli destinati alle due ruote. Secondo nostre informazioni, l'Ancma (l'associazione confindustriale dei produttori) ha chiesto che gli incentivi vengano rinnovati anche per il 2010, pur con criteri un po' differenti rispetto a quelli appena scaduti. La richiesta è che i nuovi incentivi valgano senza distinzione per tutte le moto e gli scooter in vendita, per un valore pari al 10% del prezzo di listino ma con un tetto massimo fissato a 750 euro. Se i contributi ci saranno a noi il criterio descritto sembra ragionevole ma, se il Governo deciderà di tagliarci fuori da questo aiuto, forse non sarà una tragedia. Infatti, ci sono produttori che gli incentivi non li considerano utili (o, addirittura, li considerano dannosi per il mercato) e, di conseguenza, non li hanno mai applicati. Altri, invece, ne hanno usufruito ma preferirebbero che non venissero rinnovati in quanto, in ogni caso, rappresentano una stortura degli andamenti naturali delle vendite. Infatti, il loro effetto è di concentrare gli acquisti in certi mesi dell'anno per poi bloccarli completamente nei periodi di transizione, quando gli incentivi vecchi sono ormai terminati e non si sa se arriveranno quelli nuovi. Ma nel lungo periodo, sostengono, la somma delle vendite non cambia. Il danno certo è invece dato dall'incertezza o meno sul rinnovo, ed è a questa richiesta di chiarezza e di certezze che il Governo dovrebbe assolutamente rispondere, stringendo i tempi delle sue decisioni."

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